Oggi voglio parlarti di tre grandi idiozie che sono emerse durante un intervento televisivo che si proponeva di parlare di finanza.

Idiozie ovviamente e’ il termine politically correct…
In realtà puoi immaginare quello che ritengo essere il termine più appropriato, se ho deciso addirittura di scrivere un articolo.

Perche’ ho deciso di parlartene?

Normalmente trovi in questo blog articoli che parlano di soluzioni.
Di natura sono infatti una persona pratica, che va dritta al sodo, che pensa più alle soluzioni che ai problemi.

Ma quello che e’ emerso e poi seguito da questo intervento e’ qualcosa di profondamente diseducativo… oserei dire addirittura aberrante!

Ma passiamo ai fatti.

Alfio Bardolla e’ fondatore e master trainer di una delle piu’ grandi aziende in Italia che si occupa di formazione finanziaria personale.

Ne ho sentito parlare, ma non ho mai frequentato un suo corso, ne letto uno dei suoi libri.
Quindi non posso farmi oggettivamente un’idea sulla bontà dei suoi insegnamenti.

E – ovviamente – non parlo di cose che non conosco.

Quindi questo articolo NON e’ su Alfio Bardolla.

Alfio Bardolla, ospite di una trasmissione pomeridiana in TV, viene invitato a parlare della sua attivita’.

Non ci riesce, se non per i primissimi minuti del suo intervento.

Dopo una breve introduzione viene continuamente interrotto, incalzato e giudicato da tre persone, di cui almeno due sono molto lontani dal mondo della finanza, e che quindi in un paese normale non avrebbero nessun titolo per parlare di cose che non conoscono.

Da una parte abbiamo Alfio Bardolla.
Dall’altra abbiamo Raffaele Morelli (psicoterapeuta, psichiatra, scrittore), Alessandro Cecchi Paone (giornalista) e Antonio Maria Rinaldi (economista).

Puoi vedere l’intervento qui:

https://www.tgcom24.mediaset.it/televisione/alfio-bardolla-il-financial-coach-per-diventare-ricchi-la-poverta-e-uno-stato-mentale-_3201704-201902a.shtml

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Quali sono i messaggi (=cazzate) che emergono da questo dibattito e dalla discussione social che ne e’ seguita?

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Almeno tre.
Vediamole assieme.

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1) Elogio dell’ignoranza

Viviamo in un’epoca storica nella quale l’accesso alle informazioni e’ davvero semplice ed economico.
Basta andare in qualsiasi biblioteca, o aprire una pagina internet, per imparare cose nuove.

Eppure ci sono ancora oggi persone che non sanno leggere una bolletta, comprendere il prospetto delle spese condominiali, scegliere un conto corrente adatto alle proprie esigenze.
Figuriamoci gestire i propri soldi in modo intelligente.

Allo stesso modo…

Ci sono persone che si illudono che andare in Agenzia delle Entrate e chiedere la partita IVA sia sufficiente per diventare degli imprenditori.

Niente di piu’ sbagliato.

Fare impresa non e’ per tutti.

Il primo passo e’ senz’altro acquisire CONSAPEVOLEZZA, ossia imparare a conoscere le REGOLE che stanno alla base di un’azienda di successo, imparare ad organizzarla, gestirla, svilupparla, NUMERI alla mano.

Cito piu’ o meno testualmente.

Alfio Bardolla: “Nel denaro ci sono delle REGOLE”.

Raffaele Morelli: “Il grande pericolo è che tu applicando una serie di REGOLE nella testa, tu diventi quelle REGOLE e diventi via via sempre più solo. Rischio di suicidio altissimo, rischio di depressione altissimo, rischio di crisi d’ansia altissimo.

Uhm.. interessante…

Peccato che le cose stiano all’esatto opposto.

Gli imprenditori che hanno subito un fallimento spesso si sono trovati in quella situazione perché non conoscevano le regole del business.

Lo so per esperienza diretta… ma e’ sufficiente fare due più due per sapere che e’ cosi.

Perché se un imprenditore ha gli strumenti per comprendere che un business non e’ profittevole, semplicemente… ne esce, mettendo in liquidazione l’azienda.

Gli imprenditori che falliscono senza neanche capire perché, dando la colpa a Stato, fornitori, banche… falliscono per la loro ignoranza.

Non conoscono le regole… quindi falliscono… quindi si sentono soli, hanno crisi d’ansia, depressione, e qualcuno purtroppo arriva a compiere un gesto estremo.

Questo e’ il dramma.

E per evitare questi drammi, non si DEVE pensare – come sostiene Raffaele Morelli – che si possa fare impresa ignorando le regole del business.

Io so che e’ l’esatto opposto.

Fare business non e’ un gioco per tutti.
E’ un gioco al massacro, e il PRIMO presupposto (non l’unico) e imparare a conoscerne le regole, e a utilizzarle a proprio vantaggio.

C’e’ chi ce la fa, chi no.

Ma pura follia, OGGI, pensare di fare impresa ad occhi chiusi.

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2) Marketing = Fuffa

E’ innegabile che Alfio sia bravo a fare marketing, e il suo successo imprenditoriale ne e’ la prova.

E su questo, voglio precisarti il mio pensiero sul marketing.

Non so perche’, c’e’ questa errata convinzione…

…che fare marketing sia disdicevole.
…che avere successo sia disdicevole.
…che fare soldi sia disdicevole.

Purtroppo so perfettamente cosa voglia dire essere “vittima” di questo pregiudizio.

Recentemente sono stata oggetto di un feroce attacco social da parte di tantissimi commercialisti, innescato da un post scritto dalla Dott.ssa Caradonna, Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano.

Giudica tu stesso.

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Scrivo un libro che per quattro spicci da tantissime informazioni utili agli imprenditori per gestire la propria azienda…

Ricevo recensioni entusiaste sulla pagina Amazon di imprenditori che lo hanno trovato utilissimo, indispensabile, illuminante…

E un rappresentante delle istituzioni si limita a criticarne il titolo, compiacendosi del fatto che non lo avrebbe mai letto?

Tantissimi commercialisti che non sanno nulla di me, dei miei clienti, dei servizi che offro, si permettono di darmi della fuffara SOLO perché ho scritto un libro e quindi faccio marketing?

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Intendiamoci allora sul significato di marketing.
(NB: sono laureata in Economia, sono Dottore commercialista, e spendo migliaia di Euro l’anno in formazione… quindi si, in questo caso ritengo di poter esprimere un’opinione)

Il marketing e’ una funzione aziendale che serve a far percepire all’esterno, al mercato, ai (potenziali) clienti ciò che un’impresa ha da offrire in termini di prodotti e/o servizi, e dei benefici ad essi correlati.

Il marketing e’ sostanzialmente comunicazione.

Se l’azienda vende fuffa, il marketing comunica fuffa.
Se l’azienda vende soluzioni, il marketing comunica soluzioni, a beneficio di tutti.

Il problema quindi NON e’ lo strumento di per se, che capirai essere indispensabile in qualsiasi impresa.

Ma e’ l’impresa stessa, e l’effettiva utilità di quello che ha da offrire.
E non e’ un caso che il successo di un’azienda sia direttamente correlato alla misura nella quale essa e’ in grado di risolvere i problemi dei propri clienti.

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3) Il fallimento di Arnold Cafe’

Una volta imparate le regole del business, fare impresa comporta necessariamente assumersi dei rischi.

Perché si può (e si deve!) dedicare tempo ed energie per fare un Business Plan come si deve, elaborare una strategia aziendale che abbia senso, porsi obiettivi precisi e realisti…

Ma poi qualcosa può andare storto, ed e’ più che normale che sia cosi. Il fallimento e’ da mettere in conto, sempre!

Tanti grandi imprenditori hanno avuto anche clamorosi fallimenti alle spalle: Steve Jobs, Elon Musk, Richard Branson, solo per citarne alcuni.

E anche Alfio Bardolla, che sembra avere delle grandi difficolta’ con una delle sue piu’ grandi iniziative imprenditoriali, Arnold Cafe.

Arnold Cafe’ e’ una catena di caffetterie che ha punti ristoro a Milano, Roma, Firenze.

Il concept e’ replicare l’esperienza di consumo americana del caffe’, offrendo anche altri prodotti come Donut, Pancakes, Muffin, etc..

A maggio 2018 sembra che le perdite accumulate ammontino a mezzo milione di Euro, e che i debiti siano pari almeno a 4,5 milioni di Euro.

Ok.. e quindi?!?!

Conoscere, comprendere e saper utilizzare le REGOLE del business e’ il primo passo, non l’ultimo.

Ci sono aziende che vanno bene, aziende che vanno male.

Ci sono aziende che aprono solo per fare test di mercato.
Ci sono aziende che aprono solo per presidiare prima di altri particolari canali distributivi.
Ci sono aziende che aprono solo per poter poi essere acquisite da altri colossi e realizzare un interessante cash out.

E ci sono aziende che – nonostante tutte le analisi preliminari del caso – falliscono.

Non c’e’ niente di male in questo. Sono le regole del gioco.

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In questo articolo ho cercato di spiegarti alcuni concetti chiave fondamentali.
Non mi stancherò mai di dirlo.
Per fare impresa DEVI conoscere le regole del business.

Devi conoscere e strutturare un modello di business che stia in piedi, porti obiettivi realistici e ambiziosi, imparare a misurare i risultati.

Se hai bisogno di un professionista che ti affianchi in questo viaggio, puoi contattarmi per una consulenza personalizzata qui.

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