Quando un imprenditore si mette in testa che vuole fare impresa sul serio, l’obiettivo primario che dovrebbe essere stampato a fuoco nella sua mente è quello di cercare di far crescere giorno dopo giorno la sua azienda.

E man mano che la sua azienda cresce e si espande, l’imprenditore ha sempre più bisogno di prendere decisioni che riguardano le PERSONE e i RUOLI necessari nell’organizzazione interna.

Ma quanti imprenditori hanno davvero il desiderio di costruire delle vere e proprie aziende?

Milioni di persone pensano che per fare impresa basti ricevere dall’Agenzia delle Entrate il famoso codice composto da 11 cifre, la cosiddetta partita Iva…

A supportare ciò, le statistiche ISTAT confermano che ben il 96% delle attività imprenditoriali sono micro imprese: imprese con meno di 10 dipendenti, che trovano sempre maggiori difficoltà nel selezionare persone valide in grado di sbloccare delle funzioni aziendali, permettendo così all’azienda di crescere.

Un problema al quale si pensa di trovare una soluzione grazie alla PNL e alla motivazione in generale.

Perché dico questo?
Perché mi capita di vedere sempre più spesso come

LA PNL SIA UTILIZZATA PER FARE BUSINESS

(brrr…brividi lungo la schiena…)

Forse sai che la PNL (programmazione neuro linguistica) è una disciplina che ha a che fare con la comunicazione e la psicologia.

Il suo scopo è quello di aiutarti a interagire in maniera più efficace con le altre persone, permettendoti di vivere più serenamente il rapporto con gli altri.

Proprio per questo ritengo che la PNL sia davvero un efficace strumento che ti consente di crescere come persona.
Io stessa l’ho studiata approfonditamente per interesse personale, e non ti nascondo che mi ha aiutato tantissimo a migliorare il mio rapporto con gli altri.

L’ENORME problema però, è che viene sempre più utilizzata per cercare di risolvere i problemi aziendali, quando in realtà non ha nulla a che vedere con il fare impresa.

Navigando sui social, avrai notato quanto sia sempre più frequente imbattersi con il fuffa coach di turno, gente che manipola e illude gli imprenditori che sia sufficiente pensare positivo, o utilizzare qualche tecnica di visualizzazione e sprigionare la potenza della mente per ottenere risultati in azienda.

Convincere le persone – i tuoi collaboratori – che sei suo amico, che nella tua azienda siete tutti come una grande famiglia, etc… potrebbe essere inutile, o addirittura innescare un pericoloso effetto boomerang.

E te lo dimostrerò raccontandoti la mia esperienza diretta.

Tanti anni fa, quando ero una dipendente, ho partecipato ad un weekend di team building.

L’evento si è sviluppato intorno ad un cerchio di sedie, giochi di squadra, condivisioni, balli e abbracci.

Purtroppo però, la motivazione e il pensiero positivo non bastano quando parliamo di raggiungere obiettivi aziendali.

Dopo tanta motivazione, infatti, noi dipendenti non abbiamo ricevuto gli strumenti concreti e indispensabili per fare meglio il nostro lavoro e portare più risultati in azienda.

Ricordo ancora quando, al ritorno dall’evento, il mio capo di allora fu preso bellamente in giro in occasione della prima pausa caffè, con commenti tra il divertito e l’infastidito.

– NON solo furono spesi dei soldi per un weekend inutile.
– NON solo furono deluse le aspettative di noi dipendenti che volevamo solo gli strumenti per fare bene il nostro lavoro, sapere esattamente cosa dovevamo fare e entro quando, e smettere di riconcorrere le scadenze una dietro l’altra e lavorare alla giornata.
– Ma presto arrivò una batosta, che decimò senza pietà il team di cui facevo parte.

Infatti, appena il lavoro aumentò, in assenza di un team di lavoro organizzato e pronto a gestire quella che divenne presto una vera e propria emergenza, cominciarono a fioccare le dimissioni.

In sei mesi il mio capo di allora perse la metà dei suoi collaboratori migliori (sì, hai letto bene!).

Tutte persone formate e estremamente competenti, ma che non erano coordinate tra loro, e che si trovarono a dover gestire un’emergenza dietro l’altra, pagando in prima persona la disorganizzazione dei piani alti.

– Ore e ore buttate a rifare da capo lo stesso lavoro.
– Ore e ore buttate a occuparci di cose che non ci competevano.
– Ore e ore buttate a formare persone che palesemente non erano adatte a coprire determinate mansioni.

Ma perché è successo tutto questo?

Perché non era stato creato un sistema scientifico in grado di rendere noi dipendenti una vera risorsa.

Questo è quello succede quando si utilizza la PNL per risolvere i problemi di un’azienda.

Come ti ho premesso la PNL è un valido strumento di comunicazione, ma saper gestire un team di lavoro è tutta un’altra storia e non può prescindere da un metodo scientifico che preveda – oltre alla comunicazione — anche la misurazione e il monitoraggio dei risultati.

Se mi segui da un po’, sai che per fare impresa in maniera efficace, qualsiasi risultato deve essere misurato.

Tutto ciò che non può essere misurato è una cazzata.

Se il tuo scopo è quello di far crescere e sviluppare la tua azienda, dovrai inevitabilmente costruire un team di persone che ti aiutino a raggiungere i tuoi obiettivi.

Quindi, ecco cosa avrebbe dovuto fare il mio capo e cosa dovresti fare tu per avere dei collaboratori che remino nella tua stessa direzione, moltiplicando il valore della tua azienda.

1. DI CHE TIPO DI PERSONE HAI DAVVERO BISOGNO?

Questa è la prima domanda a cui un imprenditore dovrebbe saper rispondere: quale tipo di persona ti serve in questo momento?

Che tipo di carattere deve avere?

Ti serve una persona con marcate doti di leadership in grado di poter gestire efficacemente persone sotto la sua direzione, oppure una persona in grado di lavorare in autonomia?

Ti serve una persona già formata e con esperienza sulle spalle, oppure una persona da formare?

Qualora vorresti prendere uno junior, avresti il tempo e la pazienza di formarlo e di inserirlo in azienda – senza che nel frattempo – faccia casini?

2. HAI UN PIANO DI INSERIMENTO DETTAGLIATO?

Mi è capitato spesso di vedere persone – anche talentuose – arrivare al loro primo giorno di lavoro piene di voglia di fare, ma non sapere da che parte iniziare.

Questa situazione crea una grande frustrazione per la persona appena assunta, portandola a sentirsi poco “utile” e non parte integrante del team.

Come evitare tutto ciò?
È necessario prevedere un preciso e dettagliato piano di inserimento.

Mi spiego meglio.

Quali saranno le mansioni di cui si dovrà occupare inizialmente?
È prevista una persona o più persone che lo affiancheranno durante i primi tempi?

Chi sarà il responsabile del suo operato?

3. CONCORDA CON IL TUO COLLABORATORE UN PIANO DI INCENTIVI PRECISO

Un piano di incentivi è indispensabile soprattutto se hai intenzione di arruolare persone in gamba (cosa che ti consiglio).

Le persone in gamba hanno il costante desiderio di imparare e di crescere giorno dopo giorno.

“Il principio più profondo della natura umana è il desiderio ardente di essere apprezzati” diceva William James, il padre della psicologia americana.

È impossibile essere motivati a svolgere un bel lavoro, se si ha l’impressione che nessuno apprezzi quello che uno fa.

E per far sì che un collaboratore navighi nella tua stessa direzione — e quindi per il bene dell’azienda, il miglior modo possibile è quello di strutturare degli incentivi che prevedano dei benefit o un aumento di stipendio, in relazione ai tuoi obiettivi aziendali.

4. KPI DI EFFICIENZA

Come abbiamo detto poco fa, nel business ogni risultato deve essere misurato.

E poiché ogni tua funzione aziendale è gestita da persone con ruoli e obiettivi diversi, è necessario tracciare, misurare e monitorare ogni risultato.

Come farlo? Grazie ai KPI (Key Performance Indicator).

Se, ad esempio, vuoi monitorare il reparto vendita, dovrai controllare quante trattative sono state svolte e quante di esse hanno portato alla conclusione di un contratto.

5. IL TUO COLLABORATORE È UN COSTO O UN INVESTIMENTO?

Questo è uno degli aspetti più importanti che devi tenere in considerazione.

Sappiamo che per far crescere l’azienda, hai bisogno di persone.

Ma queste persone devono portare anche un valore aggiunto, ossia essere un investimento (e non un costo).

COSTO DEL PERSONALE < BENEFICIO (maggior utile, minor costi, etc..)

Solo in questo caso, la presenza di questa persona porterà valore aggiunto alla tua azienda.

Ora capisci perché gestire il team non ha molto a che fare con la motivazione e la PNL.

Se solo il mio capo se ne fosse accorto…

Ero così annoiata, frustrata…

Nel mio lavoro miravo quotidianamente all’eccellenza, i miei clienti erano davvero contenti, ma nonostante i miei sforzi non riuscivo a fare un passo più in là. In lavoro era diventato subito noioso, perché avevo in poco tempo imparato tutto quello che era necessario sapere.
Immaginati tutti i miei colleghi che erano lì ben prima di me.

Tra le altre cose, fui anche presa in giro.

Mi era stato detto che per fare il salto di qualità fosse necessario laurearmi.
Salvo poi scoprire che – una volta diventata dottore commercialista – il mio lavoro concretamente non era cambiato di molto.
Anche da laureata, anche da Dottore Commercialista, facevo in fondo quello che facevo anche da buona dipendente: contabilita’, bilanci, dichiarazioni.

Come puoi vedere, i danni causati dalla disorganizzazione sono enormi.
E purtroppo, negli anni ho constatato che disorganizzazione, malcontento, mancanza di obiettivi, rappresentano ancora alcuni dei problemi più diffusi.

Spero quindi che questo articolo ti dia spunti di riflessioni utili da utilizzare subito in azienda. E, se posso esserti utile, puoi contattarmi per una consulenza personalizzata qui.

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