Qualche giorno fa leggo su Linkedin questo post che mi ha lasciato letteralmente basita.

Perchè basita?

Perché certe risposte te le aspetteresti da dilettanti della materia che chiacchierano al bar, non da professionisti che hanno studiato, magari conseguito un’abilitazione e che hanno anche qualche anno di esperienza alle spalle.

 

 

Il tema per me è così importante che ho deciso di scriverci un articolo per metterti in guardia dall’errore che forse stai facendo e che è o sarà corresponsabile di tanti problemi della tua impresa. La contabilità semplificata.

Troverai forse in internet tanti articoli che ti spiegano con dovizia di particolari di cosa si tratta, ma in questo articolo voglio spiegarti i motivi per i quali la contabilità semplificata NON è, al 99% dei casi, il regime più adatto per te.

Ma andiamo con ordine.

 

COS’E’ LA CONTABILITA’ SEMPLIFICATA?

La contabilità semplificata è un regime contabile “semplificato” appunto, che ti consente di adempiere agli obblighi fiscali registrando in contabilità unicamente le fatture di vendita e di acquisto, sul presupposto che questi siano gli unici dati utili per calcolare la base imponibile fiscale e quindi le imposte da pagare a fine anno.

Al contrario che nella contabilità ordinaria, quindi, nessun dato viene raccolto in merito agli incassi e ai pagamenti, nè in relazione agli altri fatti, in quanto fiscalmente non rilevanti.

MA POI SUCCEDE QUESTO…

Facciamo un esempio.

Alla fine di quest’anno hai emesso fatture per 100.000, acquistato prodotti e servizi per 30.000, conseguito quindi un utile per 70.000 e devi pagare imposte per 16.100.

 

 

Ma…

Perchè sebbene tu abbia realizzato un utile di 70.000, ti trovi sul conto corrente solo Euro 10.000?

Se hai la contabilità semplificata la domanda non troverà mai una risposta precisa e puntuale.

Giustamente ti potresti rivolgere al tuo commercialista per avere chiarimenti, perchè “cavoli, da qualche parte ci deve essere una falla! Dove sono i finiti i soldi?”

Ma lui non potrà darti una risposta precisa, perchè non ha i dati per risponderti.

Ma…

Se tu avessi invece la contabilità ordinaria, potresti scoprire che, in realtà, la tua impresa ha incassato solo 40.000 Euro dalle fatture emesse e con quelli ha pagato i fornitori, e sono rimasti quindi solo 10.000 sul conto corrente.

Avanzano quindi 60.000 (100.000-40.000) di crediti verso clienti, che però non ti aiutano a pagare le imposte.

 

 

Chiaramente quello che ti ho fatto è un esempio che semplifica la realtà, e proprio perchè la realtà è molto più complessa di così, hai bisogno che la contabilità ti supporti nella vita di tutti i giorni.

 

I CINQUE MOTIVI PER I QUALI DOVRESTI ABBANDONARE DA SUBITO LA CONTABILITÀ SEMPLIFICATA

 

1. E’ UNA CONTABILITÀ TENUTA AI SOLI FINI FISCALI.

Sei a posto (per il momento) ai fini fiscali, ma civilistici no (solo che non lo sai finchè non passi un guaio).

Faccio un esempio.

Hai un pò di debiti arretrati, cerchi di accontentare tutti, ma un creditore presenta domanda di fallimento, giusto per metterti un pò di pressione per incassare prima degli altri. Succede.

Oltre ad essere una situazione estremamente spiacevole (ed è un eufemismo!) entro qualche giorno, in base alla normativa attuale, devi presentare” i bilanci relativi agli ultimi tre esercizi, nonché una situazione patrimoniale, economica e finanziaria aggiornata” (art. 15 L.F.).

Cosa presenti se sono dati che non hai?!?

Come fai a ricostruire la contabilità degli ultimi tre anni nel giro di qualche giorno? Praticamente impossibile.

 

2. IN CASO DI ACCERTAMENTO FISCALE NON HAI STRUMENTI DI DIFESA

La contabilità “semplificata” ai fini fiscali ha il rovescio della medaglia…

C’è un particolare tipo di accertamento fiscale, molto insidioso, cioè l’accertamento bancario (art. 32, comma 1 e 2, D.P.R. 600/1973) grazie al quale l’Agenzia delle Entrate ti può chiedere conto di tutti i movimenti bancari che hai effettuato sui tuoi conti correnti, sia privati che aziendali.

Se quindi hai incassato un assegno tre anni fa, e non ricordi da chi e a fronte di quale fattura, e la banca non collabora perché la documentazione in originale è presso la sede centrale e ci vogliono mesi per recuperarla.. È un problema!

E purtroppo il fatto che tu abbia la contabilità semplificata non addolcirà i verificatori.

Ho avuto un caso in studio proprio qualche anno fa. Un cliente, che aveva appena cambiato commercialista (!!!) si presenta con un’avviso di accertamento di Euro 200.000 da pagare. E l’Agenzia delle Entrate era solo all’inizio…

 

3. NON HAI LA FIDUCIA DELLE BANCHE

Le regole nel settore bancario sono da qualche anno cambiate, e le banche, per ogni posizione debitoria, sono costrette a determinare un rating, che non è altro che un “punteggio” di merito creditizio, per concederti credito.

Più la tua impresa gode di ottima salute meno sarà complicato e costoso accedere a finanziamenti bancari.

Il tuo stato di salute lo attesti portando in banca il bilancio con annessa situazione economica, patrimoniale e finanziaria…

Ma se sei in contabilità semplificata puoi portare al massimo il conto economico (che ne è una parte) e la banca, non avendo dati attendibili sulla tua situazione debitoria e creditoria, chiaramente, nel dubbio, ti attribuirà un punteggio peggiore di quello che potresti meritare.

NB. Ora che lo sai, rileggi il post sopra. Ti sembra davvero così strano che banche chiedano un bilancio completo anche a contabilità semplificate o forfettarie? Lo fanno nel TUO interesse! Ora lo sai…

 

4. RISCHI DI PAGARE PIU TASSE DEL DOVUTO

Sulla contabilità semplificata non hai alcun controllo, tu porti le fatture di acquisto e di vendita al tuo commercialista e lui le registra. Stop.

Ho da poco acquisito un nuovo cliente che col vecchio consulente aveva la contabilità semplificata.

Solo registrando anche gli incassi e i pagamenti, mi sono accorta che mancavano gran parte delle fatture fornitori, con conseguente mancanta imputazione di costi e IVA.

Gliele ho chieste, e subito ha risparmiato centinaia di Euro.

Non voglio neanche pensare a tutti i soldi buttati negli anni passati.

 

5. NON HAI IL CONTROLLO DELLA TUA IMPRESA

Te ne ho parlato sopra nell’esempio.

Avere la contabilità semplificata non ti permette di dare una spiegazione alla crisi di liquidità in presenza di un buon fatturato, di identificare con precisione creditori problematici per attivarsi per tempo, o in generale analizzare la tua impresa per identificarne i punti di forza e debolezza.

E allora cosa ti serve per avere una contabilità completa (ovvero passare alla CONTABILITA’ ORDINARIA)?

Semplice.

Essenzialmente, devi portare l’estratto del conto corrente al tuo commercialista, ed eventualmente comunicargli eventuali pagamenti che hai fatto in contanti. Tutto qui.

Il resto del lavoro lo deve fare il commercialista che ti segue o meglio, la sua impiegata. Si tratta di registrare, appunto, gli incassi e i pagamenti, e fare a fine anno un vero e proprio bilancio.

MA IL COMMERCIALISTA MI HA CONSIGLIATO LA CONTABILITA’ SEMPLIFICATA PER RISPARMIARE!

Come dice il detto? Il risparmio non è guadagno!

Il lavoro aggiuntivo per il commercialista che dovrà quindi contabilizzare incassi e pagamenti non è eccessivo, te lo assicuro.

Se gli porti i documenti in ordine, è davvero un attimo contabilizzare il tutto in modo completo e preciso.

Aggiungo poi che oggi i software sono tecnologicamente molto evoluti, alcuni registrano da soli i documenti contabili soltanto scansionandoli!

Ora che lo sai, ti consiglio vivamente di parlarne con il tuo commercialista.

Per il passato non puoi fare nulla, ma hai tutto il tempo per passare alla contabilità ordinaria dal prossimo anno!

E se hai bisogno di ulteriori chiarimenti, puoi contattarmi qui.

A presto!

Assunta

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