93.000.

Questo, secondo le statistiche, è il numero delle imprese che hanno avviato nel 2017 procedure di default e che sono uscite dal mercato.

Novantatremila imprese. Novantatremila imprenditori. Novantatremila famiglie.

Non so te, ma a me sembra un numero enorme.

 

Ma..  fare debiti è sempre una pessima idea?

 

In fondo, ci sono vere e proprie dinastie di imprenditori che sono nate grazie al coraggio e al duro lavoro del capostipite, e che per realizzare il proprio sogno hanno chiesto in prestito i soldi che non avevano

Ma allora, dove sta la verità?

In questo articolo spiegherò, a te imprenditore, quando è opportuno fare debiti e come tenerli sotto controllo, per evitare che la situazione ti sfugga di mano e che la tua partita IVA faccia la triste fine di quelle novantatremila.

Pronto? Cominciamo!

 

UNA BREVE STORIA TRISTE

Un po’ di tempo fa una persona a me vicina mi chiede di aiutare Antonio, un suo carissimo amico, perché sembra essere in una situazione… diciamo almeno “critica”.

Antonio ha un negozio di libri in una zona di passaggio della sua città.

È da anni del settore, prima le cose andavano meglio, ma da un paio di anni a questa parte sono precipitate.

 

“Le persone non hanno più tempo per leggere”.

“E’ colpa dello Stato, troppe tasse sui piccoli commercianti!”

“Colpa di Amazon e di quelle diavolerie che vende”

(Antonio si riferiva agli e-book).

 

Insomma, tiro ben più di un respiro profondo, e cerco di capirne di più.

Mi faccio mandare gli ultimi bilanci, e vedo che si… la situazione è drammatica.

La società che Antonio ha con il figlio ha debiti pari ad almeno due volte il fatturato del 2017.

E naturalmente Antonio fa fatica a ripagare il debito, anche perché l’affitto del negozio è alto, dato che si trova in un posto strategico, di passaggio, nel centro cittadino.

Antonio ha chiesto al proprietario di venirgli incontro con l’affitto, ma ha ricevuto solo picche.

Anzi, gli è stato ricordato che troppi mesi di affitto arretrato sono l’anticamera per lo sfratto.

Antonio ci rimane male, mai si sarebbe aspettato una risposta del genere. E’ in quel negozio da più di vent’anni, e si sarebbe aspettato un occhio di riguardo in più!

Ma non demorde.

Va in banca.

Il direttore è gentilissimo.

“Finalmente un viso amico” – pensa Antonio.

La banca gli propone un piccolo prestito per pagare l’affitto arretrato del negozio, ad un tasso anche ragionevole, ma… dato che il fatturato non è sufficiente a ripagare il debito, il direttore chiede (e ottiene) la garanzia personale di Antonio.

Antonio ha accettato. Ha fatto bene?

 

IL DEBITO BUONO

Ma quando chiedere i soldi a prestito è una buona idea, tanto da rivelarsi la benzina a cento ottani in grado di mettere il turbo al motore della tua azienda?

A due condizioni, strettamente legate l’una all’altra.

 

1. Il costo del debito deve essere inferiore alla redditività della tua impresa

La regola fondamentale, in tema di debiti, è che si chiedono soldi a prestito solo per fare investimenti.

Se chiedi in prestito diecimila Euro, devi essere in grado non solo di restituirli, ma di investirli in modo saggio. Per esempio:

Prestito bancario di Euro 10.000

Costo totale del debito: 6%, quindi Euro 600

Totale da restituire dopo un anno: Euro 10.600.

Dopo un anno, affinché il debito sia stato “buono”, devi aver generato maggior utile (e incasso), pari ad almeno 10.600.

Se il tuo investimento ha generato utili (e liquidità) per un importo più basso, ci hai rimesso.

Se il tuo investimento ha generato utili (e liquidità) per un importo più alto, ci hai guadagnato.

A questo punto forse avrai intuito la seconda regola…

 

2. Si fanno debiti solo se si ha un progetto d’investimento serio (=supportato dai numeri!)

Ormai è finito il tempo delle vacche grasse, e le banche hanno imparato la lezione che la crisi finanziaria degli ultimi anni ha insegnato loro.

Basta prestare soldi a gente che non è in grado di ripagare il proprio debito.

E se vuoi convincere le banche a prestarti i loro soldi a condizioni accettabili, devi presentare loro un progetto che, numeri alla mano, dimostri che la tua impresa sarà in grado di restituire quanto concordato alle scadenze pattuite.

 

Come investirai i soldi che ti verranno prestati?

 

Quali benefici ti aspetti? Un incremento delle vendite? Una riduzione dei costi?

Come e in che misura aumenterà la liquidità in azienda? Sarà sufficiente per ripagare il debito?

Presentarti in banca con un business plan aggiornato e con stime attendibili ti darà maggiori possibilità di accesso al credito. Non solo.

Il Business plan è anche la tua lista delle azioni da intraprendere e gli obiettivi da raggiungere. Serve al direttore di banca per convincerlo del fatto che fai sul serio, ma serve prima di tutto a te per sapere giorno per giorno le azioni da fare, e i risultati a cui mirare (e ottenere).

E se ti stai chiedendo “Ma il Business Plan non serve solo alle start up?”

Ti rispondo io. NO.

Serve a tutte le imprese che vogliano stabilire obiettivi concreti, piani strategici e quindi azioni concrete da svolgere ogni giorno.

Quindi, come “ogni cristiano dovrebbe avere la Sacra Bibbia sotto al cuscino”, così

 

“ogni imprenditore dovrebbe avere il suo Business Plan sulla propria scrivania”.

 

IL DEBITO CATTIVO

Quando “IL DEBITO È LA PEGGIORE POVERTÀ”?

Quando non rispetta le regole del debito buono.

Quando viene richiesto (e concesso) per investire in qualcosa che non genera altra ricchezza.

► Comprare l’ultimo modello dell’auto di “rappresentanza” (quando hai il negozio sotto casa, e al lavoro potresti andarci tranquillamente in bici)

► Comprare l’ennesimo macchinario all’avanguardia, che ancora non sai come e quanto utilizzerai, ma il venditore ti ha rassicurato che sicuramente aumenterai il fatturato del X% (e cosa vuoi che ti dica per convincerti!)

► Ripagare debiti pregressi, sperando che il nuovo debito ripaghi per magia quello vecchio, senza un serio ed equilibrato piano di ristrutturazione della situazione debitoria.

E le conseguenze del debito cattivo sono devastanti. Credimi.

Anche recentemente, ho visto situazioni per le quali i debiti cattivi accumulati erano talmente imponenti, che ormai era impossibile risanare la situazione, anche se l’idea di business era di per sé molto buona.

 

Perché non c’è idea di business che regga di fronte alla banca che ti revoca le linee di credito, i fornitori che ti presentano i decreti ingiuntivi, i dipendenti che se ne vanno perché non vengono pagati regolarmente.

 

E tu come stai messo?

Sicuro di non essere nella stessa situazione di Antonio?

 

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A presto!

Assunta

 

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