Sappiamo ormai quanto sia importante misurare le performance di un’azienda attraverso i numeri, o più precisamente attraverso la contabilità. Senza un’attenta e precisa misurazione dei nostri risultati, infatti, è impossibile guardare oggettivamente alla nostra impresa e rispondere a domande come:

– La tua impresa va bene o va male? In base a quali parametri esattamente? Sei forte sull’acquisizione o sul mantenimento dei clienti? Quali sono i prodotti e/o servizi che ti rendono di più, o senza saperlo continui a lavorare in perdita? Puoi contare su un flusso costante di liquidità che ti permette di stare tranquillo anche davanti agli imprevisti, o ogni volta che ti arriva una fattura ti chiedi dove recupererai i soldi?

– Quali sono esattamente i tuoi punti deboli? Pensi che vada tutto bene, o ti sei già accorto, ad esempio, che se ti arriva una richiesta improvvisa di un cliente non riesci a soddisfarla per tempo perché la tua impresa non è adeguatamente organizzata? I tuoi collaboratori sono nella tua stessa barca, o, appena c’è un momento di difficoltà, ti ritrovi da solo a fronteggiare le difficoltà?

– Cosa puoi fare tu concretamente per migliorare la situazione? Quali leve utilizzare senza scombinare qualcos’altro?

Ebbene sì, la contabilità non serve solo al commercialista per le solite rogne che conosciamo. Serve soprattutto a te per capire come sta andando la tua impresa. Insomma, è il timone che ti serve per guidare la tua nave (impresa) sia se il tempo è favorevole, o sei in tempesta.

Negli anni mi sono confrontata con tantissimi imprenditori, e di solito vengono utilizzati tre strumenti per misurare lo stato di salute della propria impresa.

• Fatturato;
• Utili;
• Liquidità.

Uno dei motivi per il quale sono utilizzati è perché è molto semplice reperirli e in fondo… basta leggere! Ma non è proprio così…In questo articolo ti spiegherò perché in realtà, anche se largamente utilizzati, questi tre indicatori possono essere molto fuorvianti e addirittura pericolosi se non conosciuti a fondo. Il rischio è di prenderli per buoni così come sono e magari adottare, in buona fede, dei correttivi che rischiano di essere controproducenti. Cominciamo.

FATTURATO

Il fatturato identifica quanto la tua impresa ha venduto in un determinato periodo di tempo.
Nel bilancio che ti sottopone il tuo commercialista trovi questo dato facendo riferimento ai ricavi (usualmente “Ricavi per la vendita di prodotti” e/o “Ricavi per prestazioni”).

TRAPPOLA 1 – CONFRONTO TEMPORALE
Il fatturato è un indicatore che usualmente viene confrontato con lo stesso dato dell’anno precedente. Primo errore (banale). Questa informazione dovrebbe essere monitorata molto più spesso, ogni trimestre, o addirittura ogni mese (dipende dalla tua attività), perché spesso fare valutazioni a così lunga distanza non permette di intervenire tempestivamente su situazioni che invece devono essere risolte immediatamente. Ad esempio, se hai un calo di fatturato del 20% rispetto all’anno precedente perché i tuoi clienti acquistano prevalentemente prodotti dove il tuo margine è risicato, probabilmente non puoi permetterti di aspettare un anno per rendertene conto. Anzi, hai bisogno di tenere sotto controllo non solo il fatturato, ma altri indicatori, ad esempio il margine per prodotto, e di rivedere la tua strategia di marketing.

TRAPPOLA 2 – CONFRONTO NEL SETTORE
Il fatturato può, anzi deve essere confrontato anche con altre imprese che operano nel tuo stesso settore.
Altro esempio: se sei un produttore di arredamenti. Il governo ha appena introdotto un’agevolazione fiscale sui mobili acquistati in concomitanza di un progetto di ristrutturazione grazie al quale hai avuto, nell’ultimo trimestre, un incremento medio del fatturato del 11%. Si festeggia?! No, se vieni a sapere che i tuoi concorrenti della zona hanno avuto mediamente un incremento del 20%. In questo caso è necessario indagare cosa si nasconde dietro questa perdita per poter rimediare per il futuro.

TRAPPOLA 3 – CORRELAZIONE CON L’UTILE
L’incremento di ricavi comporta anche un corrispondente aumento di utile? Se non è così ha comunque senso accettare le vendite aggiuntive o è meglio prima organizzare meglio la tua impresa?
Avevo un cliente, qualche anno fa, che partecipava spesso alle gare in appalto per i servizi di pulizia indette dagli enti pubblici. L’unico suo obiettivo era aggiudicarsi quante più gare possibili, perché così facendo credeva di ingrandire il proprio business. Chiaramente la strategia più semplice era proporre il prezzo più basso possibile, e aveva successo, dal momento che in pochi anni ha avuto un incremento di fatturato davvero notevole. Purtroppo il prezzo proposto era davvero troppo basso, perché la società in pochi anni ha eroso i propri margini, fino ad accumulare perdite ingenti. Per fortuna ce ne siamo accorti in tempo..

UTILE

L’utile realizzato in un determinato periodo di tempo corrisponde a ciò che rimane dei ricavi, detratti tutti i costi sostenuti. È infatti l’ultima voce che trovi in fondo al conto economico.
Ma… anche l’utile nasconde qualche trappola.

TRAPPOLA 1 – STIMA
Il bilancio è fatto di numeri, e quindi dovrebbe essere obiettivo. Ci sono tuttavia alcune voci del bilancio che sono invece il risultato di stime, e spesso si potrebbe essere tentati da fare delle stime un po’ forzate, per ottenere un bilancio più utile a determinati scopi.

Un esempio su tutti: gli ammortamenti.
Gli ammortamenti rappresentano il costo dei beni strumentali (attrezzature, macchinari, arredamento, …) ripartito in base agli anni che si prevede essi verranno utilizzati in azienda.
Esemplificando, se acquisti un macchinario per € 10.000, e prevedi di utilizzarlo per dieci anni, avrai in bilancio, per i prossimi dieci anni, ammortamenti per € 1.000 (ossia € 10.000 diviso dieci anni).
L’elemento stimato è quindi il numero di anni che si prevede che il bene verrà impiegato.
In questo caso hai ipotizzato dieci anni, ma potrebbe essere anche otto, o dodici… Chi può dirlo?
L’effetto è così di avere minori o maggiori costi in bilancio, e quindi pagare ad esempio meno tasse possibili, o presentare in banca un bilancio migliore per ottenere una maggiore linea di credito. Ma quanto ti è davvero utile un bilancio così?

TRAPPOLA 2 – REDDITIVITÀ
Altro aspetto da tenere in considerazione. L’utile è adeguato rispetto al capitale che hai investito in azienda? Mi spiego meglio. Se hai messo dei soldi all’interno della tua impresa nel corso del tempo, o se ci lavori attivamente.. tutto questo ha un adeguato ritorno economico? Un’impresa deve infatti essere vista proprio come un investimento, al pari dei vecchi e cari titoli di Stato o dell’investimento immobiliare.
Se hai investito in azienda € 500.000 e nell’ultimo bilancio hai conseguito un utile (reale) di € 100.000, hai una redditività del 20%. Non male! Ma la situazione non è altrettanto rosea se, a parità di utili, hai investito dieci volte tanto!

LIQUIDITÀ

La liquidità è quanto denaro la tua impresa ha generato o assorbito in un determinato periodo di tempo.
Per capirci, quanti soldi hai in meno/in più sul tuo conto corrente rispetto, ad esempio, all’inizio dell’anno.

TRAPPOLA – DA DOVE VIENE LA LIQUIDITÀ?
Ci possono essere però tanti motivi perché la tua impresa ha generato o assorbito liquidità. Ad esempio, potresti avere meno soldi perché hai deciso di rinnovare macchinari e attrezzature e potevi permetterti di non chiedere un finanziamento in banca ma di autofinanziarti; oppure, semplicemente, uno dei tuoi maggiori clienti ha difficoltà a pagarti. O ancora, potresti avere più soldi a disposizione non perché le cose vanno bene, ma perché hai dovuto vendere in blocco e sottocosto delle rimanenze di magazzino che facevi fatica a smerciare.

Sono situazioni diverse, che, come capirai, devono essere attentamente monitorate nel tempo ed affrontate in modo differente. Gli strumenti, ti garantisco, ci sono, è necessario solo saperli usare.

Capisco che la situazione potrebbe sembrarti confusa. Probabilmente nessuno ti ha spiegato finora queste cose. Non ti preoccupare, è normale, abbiamo appena cominciato a scalfire la superficie.
Nei prossimi articoli continueremo ad approfondire l’argomento, e soprattutto parleremo di indicatori più precisi e specifici. Se non l’hai ancora fatto, ti suggerisco di iscriverti alla newsletter per non perderteli!

A presto!

Assunta

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