Oggi ti propongo un articolo un pò diverso dal solito…

promesso, niente numeri…

parliamo di FALLIMENTO.

In tanti anni di attività professionale ho conosciuto tantissimi imprenditori, più o meno affermati, e l’aspetto che piú li accumunava, al primo accenno di difficoltà, era la paura di sbagliare e quindi di fallire.

Certo, non è una sensazione piacevole, mi rendo conto.

Anche io non ti nascondo che ne ho “sofferto” per tanto tempo.

Se avevo solo il sospetto che avevo sbagliato qualche cosa subito mi prendeva il panico.

Mente assolutamente bloccata.

E controllare e verificare centomila volte il lavoro fatto non serviva poi a molto.

Vivevo con l’ansia perenne.

 

Oggi per me non è piú cosi.

Le cose sono cambiate quando mi sono resa conto che questo atteggiamento, piú comune di quel che si pensi, è la naturale conseguenza del sistema educativo nel quale siamo cresciuti.

Se ci pensi, a scuola, fin dalla tenera età, veniva posta l’attenzione sui tuoi errori, sui tuoi sbagli.

In qualsiasi compito in classe si usava la penna rossa per cerchiare gli errori, non quella blu per evidenziare le cose giuste.

Se facevi tutto bene prendevi dieci, ad ogni cerchio rosso in piú il tuo voto peggiorava, fino ad arrivare al due politico.

E non contava nulla il fatto che comunque ci avevi provato.Anzi spesso era meglio non rispondere proprio, perché se sbagliavi era peggio.

Ma questo cosa ha a che fare con gli imprenditori di oggi?

Gli imprenditori di oggi sono figli di quella cultura, di quell’atteggiamento.

 

É quindi è più che ragionevole che anche tu abbia paura di sbagliare.

 

E la paura di sbagliare ti porta a fare le cose nello stesso modo di sempre, perché se hanno funzionato fino ad adesso, sei un pò piú sicuro che funzioneranno in futuro.

Ti hanno insegnato così, e poi lo fanno tutti…

Sei sicuro? Davvero?

Il mondo dell’imprenditoria negli ultimi decenni è completamente cambiato.

Oggi non si può piú fare impresa come lo si faceva vent’anni fa e aspettarsi gli stessi risultati.

E’ cambiato il contesto economico generale, i mercati, le abitudini di acquisto delle persone, il ruolo dei social media… e potrei continuare all’infinito..

I cambiamenti sono sempre piú veloci. Quello che è nuovo oggi, sarà vecchio già domani.

Mai sentito il detto: “il futuro è oggi”?!

Cosa fare allora? Cominciamo da quello che assolutamente NON devi più fare.

 

“Errare è umano, perseverare è diabolico.”

 

Negare gli errori

Il primo passo che devi fare è armarti della c.d. onestà intellettuale e riconoscere i tuoi errori.

Ti confido un segreto.

Tutti sbagliano (ma non te lo dicono!!).

Ogni giorno.

Sbagliare non fa di te una cattiva persona, ma una persona coraggiosa perché ci hai provato.

 

Hai sbagliato.

► Cosa esattamente?

► Cosa potevi fare meglio?

► Cosa puoi fare affinché questo errore non si ripeta in futuro?

 

Ti faccio un esempio.

Un giorno nello studio di commercialisti con i quali collaboravo all’epoca ci siamo accorti, per caso, che non era stato pagato un Mod.F24 (pari a centinaia di migliaia di Euro) per conto del nostro più importante cliente.

La prima cosa che ho sentito in dovere di fare è stata chiamare immediatamente il cliente, assumermi la responsabilità dell’errore (anche se materialmente non imputabile a me, ma poco importa..), scusarmi e mettermi subito all’opera per rimediare.

Successivamente, dopo aver indagato, sono risalita a chi aveva ricevuto l’incarico di effettuare il pagamento, che era stato semplicemente ignorato tra decine e decine di mail ricevute in quei giorni.

Può succedere.

Solo chi non lavora non sbaglia.
Ma è l’atteggiamento nei confronti dell’errore che fa la differenza.

 

Non ti dirò come è stata successivamente gestita la situazione. Non è rilevante.

Ti basta sapere che quest’errore ci avrebbe dovuto far capire che qualcosa non funzionava nelle procedure di studio, che sarebbe stato meglio poter “filtrare” le mail che ogni collaboratore riceveva ogni giorno (utopistico pensare di rispondere a così tante richieste…), trovare un sistema per prioritizzare le richieste dei clienti.

E´ successo lo stesso anche a te? ​​

Anche tu hai migliorie, proposte che vorresti introdurre in azienda da mesi e mesi?!

E’ ora allora di cominciare a spuntare questa lista! 🙂 ​

 

Inseguire le perdite

Non riconoscere l’errore, e quindi non accettarlo, non ti permette di valutare con la giusta obiettività e distacco il tuo business, e quindi, se possibile, di apportare dei miglioramenti.

Anzi, potresti facilmente entrare nel circolo vizioso del “il prossimo anno andrà meglio, me lo sento”, senza avere alcun dato oggettivo per sostenerlo. Sentirselo non basta.

Hai presente i giocatori d’azzardo?

Giocano da un pò di tempo, hanno perso già una discreta somma, e anzichè accettare il fallimento e cambiare la propria strategia, aumentano le puntate al gioco illudendosi che si rifaranno delle perdite.

Questo atteggiamento allontana le possibilità di successo e rende piú amaro il fallimento.

 

Non assumersi le proprie responsabilità

Ora dirò qualcosa per il quale forse mi odierai.

 

“I risultati di un’impresa sono responsabilità dell’imprenditore.” Punto.

 

Si, lo so che è più facile dare la colpa ad altri.

Ti fa sentire meglio, sollevato.

Ma avere questo atteggiamento non ti permette di vedere soluzioni che in realtà potrebbero più semplici di quel che pensi e alla tua portata.

► Lo Stato ti tartassa con tasse troppo alte?

Fatti allora assistere da un ottimo fiscalista, sii disposto a pagarlo per la sua professionalità, e fatti spiegare esattamente quali costi puoi dedurre e come.

Ti affidi alle informazioni trovate in Internet, uguali per tutti e di dubbia origine, considerando la complessità del nostro sistema fiscale? Male…

►In banca non ti concedono credito?

Hai pensato che forse presentare bilanci sempre in perdita, o con un utile risicatissimo pur di non pagare tasse, non è un buon modo per fare buona impressione?

Come fa allora una banca a darti credito, se dai bilanci emerge che la tua impresa non crea valore?

Che garanzie ha la banca che tu restituisca il debito?

►I clienti non ti pagano?

Ma magari poi scopri che loro quest’anno hanno fatto tre settimane di vacanze, mentre tu, forse proprio perché i clienti non ti pagano, non te lo sei potuto permettere… (si, è successo anche a me…che odio!!!)

Hai pensato a farti pagare in anticipo, magari offrendo uno sconto interessante o servizi aggiuntivi?

Oppure chiedere degli acconti periodici prima della consegna?

► I dipendenti non ti ascoltano?

Hai provato a comunicare istruzioni chiare e precise in merito a cosa bisogna fare, come, in che tempi e quindi il risultato che ti aspetti di ottenere?

Hai provato a coinvolgere i tuoi collaboratori nei tuoi progetti, in modo da farli sentire più partecipi e motivati nel raggiungimento dei tuoi obiettivi?

E’ necessario avere un atteggiamento più sereno e analitico nei confronti degli errori.

 

Non aver paura di sbagliare, sperimentare, attuare anche solo piccoli cambiamenti che però potrebbero fare la differenza.

 

Fare business in Italia è molto difficile,probabilmente più difficile che in altri Paesi, lo so.

Tuttavia c’è chi non se l’è raccontata e ce l’ha fatta.

Un esempio è RiFRA, azienda leader nel settore del mobile, proprio nel bergamasco, dove l’arredamento è un settore in ginocchio. Ne ho parlato qui.

 

 

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A presto! Assunta

 

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