L’altro giorno ero al telefono con Antonio, un mio nuovo cliente, che mi parlava del fatto che è molto soddisfatto della sua attività in un piccolo paesino della provincia di Padova.

È un artigiano, lavora molto bene, e i clienti sicuramente non gli mancano.

Come è ormai mia abitudine, prima di approfondire con lui alcune tematiche che gli stanno particolarmente a cuore, gli chiedo copia del suo bilancio per rendermi conto “numeri alla mano” di quale sia la situazione.

Mi manda il bilancio e… stento a credere ai miei occhi.

Antonio mi aveva parlato della sua azienda, ma ciò che mi aveva detto non trovava il ben che minimo riscontro nel conto economico che avevo davanti.

► I ricavi erano pari a meno di un quinto rispetto a quello che avrebbero dovuto essere.

► Il costo per il personale (nel caso di Antonio, tre dipendenti) era irrisorio.

► L’azienda è pesantemente in perdita, nonostante sia attiva e pienamente operativa da almeno dieci anni.

Chiedo spiegazioni ad Antonio, che mi racconta che è il suo commercialista che gli ha raccomandato di agire in questo modo, in particolare di fare tanto “nero” – ossia lavorare e incassare l’importo pattuito ma senza emettere fattura – perché altrimenti il carico fiscale sarebbe stato per lui insostenibile.

Uhm…

Antonio mi racconta poi che ogni anno deve pagare un sacco di avvisi di accertamento e adeguamento da studi di settore, non sa il perché, ed è frustrato perché si sente ormai “nel mirino”; ormai l’Agenzia delle Entrate lo bracca, si trova sempre più spesso la Guardia di Finanza in negozio che gli blocca l’attività, e non sa come uscire da questa situazione.

In questo articolo ti svelo quello che in pochi avranno il coraggio di dirti: i VERI DANNI che causi inconsapevolmente alla TUA attività quando decidi di lavorare a nero, non emettendo fattura, ed evadendo così le tasse.

Certo, non ti nego che evitare l’emissione di una fatturina qui, e una li, probabilmente ti daranno l’illusione di risparmiare iva e imposte, lasciandoti un benefico senso di rivalsa e intima soddisfazione nei confronti di uno Stato sempre più opprimente e ingiusto.

Comprensibile.

Tuttavia, stai causando danni prima di tutto a te stesso e alla tua azienda.

Eccone alcuni.

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CONTROLLI DA PARTE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE SEMPRE PIÙ STRINGENTI

Antonio me lo ha detto.

Da un paio di anni a questa parte lavorare è diventato impossibile; spesso riceve lettere dell’Agenzia delle Entrate che chiede chiarimenti sulle dichiarazioni presentate, deve mettere insieme documenti da portare agli uffici, mettersi a discutere, pagare multe e rateizzazioni.

Perché?

Perché ormai anche l’Agenzia delle Entrate ha automatizzato gran parte delle informazioni, e con un semplice e veloce click è possibile conoscere vita morte e miracoli di qualsiasi imprenditore.

Quanto ha guadagnato negli ultimi anni, quale sia il suo tenore di vita, quali siano le sue spese ricorrenti, se ha familiari a carico…

Ecco perché spesso il tuo commercialista è sempre così occupato a presentare dichiarazioni e riempire moduli; in questo modo l’Agenzia riceve i tuoi dati, li conserva, li elabora, e sa perfettamente cosa fai

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STOP AI FINANZIAMENTI IN BANCA

Se emetti fatture giusto il minimo indispensabile affinché il tuo bilancio chiuda con un utile basso o meglio in perdita per non pagare imposte, la tua credibilità come imprenditore potrebbe venir presto irrimediabilmente compromessa.

Se hai bisogno di un aumento di fido, o di un finanziamento per ammodernare i locali della tua azienda…

Come pensi di convincere il direttore di banca che riuscirai a pagare le rate previste e di rientrare del debito secondo le scadenze pattuite, se sulla carta non ti puoi permettere neanche di prelevarti un compenso?

No, non basta portargli i pizzini di carta.

E non perché il direttore di banca sia una persona cattiva, che ce l’ha con te.

Purtroppo – a dire il vero – anche per le banche la musica è cambiata.

Devono rispettare rigorosi criteri per stabilire il merito creditizio, cioè per decidere se meriti o meno di ricevere finanziamenti (sotto qualsiasi forma) ; quindi, possono concederti credito solo se puoi dimostrare – numeri alla mano – che sei in grado di ripagare il tuo debito.

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AMMAZZI IL VALORE DELLA TUA IMPRESA

La tua impresa, se gestita bene, potrebbe diventare in breve tempo un ottimo investimento sia per te che per altre persone.

Per te perché, ad un certo punto, potresti valutare l’idea di vendere la tua azienda ad un altro imprenditore e rientrare dell’investimento, incassando una bella sommetta.

Per altri, perché soprattutto negli ultimi anni ci sono tante persone che hanno considerevoli somme da investire e che preferirebbero di gran lunga diventare soci di capitali di società redditizie piuttosto che lasciare i propri soldi marcire in banca.

In entrambi i casi, è necessario stimare il valore della tua impresa.

Noi consulenti possiamo utilizzare diverse metodologie, che però si fondano tutti su un presupposto:

Solo ciò che si può dimostrare, carte alla mano, nero su bianco, ha un valore.

Se non sei riuscito a convincere il direttore di banca a darti un finanziamento o aumentarti una linea di credito, a maggior ragione non riuscirai a convincere degli investitori che non ti conoscono, non sanno niente di te e della tua impresa, e che prima di darti i loro soldi vogliono essere certi di potersi fidare di te, e dei numeri che puoi mostrare loro.

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Cosa puoi fare allora?

Le imposte sono un costo che può e deve essere minimizzato, con strategie lecite e legali, ma soprattutto è un costo che può essere pianificato.

Fatto questo, la cosa più intelligente che tu possa fare è impegnarti e agire SUBITO per far crescere la tua azienda in modo economicamente e finanziariamente sostenibile.

Non facendo il gioco delle tre carte. Per essere credibile, servono i numeri.

Se non sai da dove cominciare, e cerchi un consulente che ti affianchi in questo percorso, puoi chiedere una consulenza personalizzata qui.

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Per contattarmi, clicca qui

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A presto!

Assunta

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2 Replies to “Quanto NERO hai fatto OGGI?”

  1. Mi è capitato, dovendo valutare un affitto di gestione, che i proprietari quando gli ho chiesto i bilanci mi hanno detto: “considera un +40% di incassi: il commercialista mi ha detto di fare nero per non pagare le tasse”… Ovviamente ho rifiutato l’offerta

    1. Ecco Vittorio, appunto.
      Il problema è che ci sono persone che si fidano di quel 40%, che in realtà potrebbe anche un 30% o un 20%.
      Chi può dirlo? Ma intanto concorre al presunto valore aziendale e quindi se vuoi l’azienda glielo devi pagare.
      A mio modo di vedere, hai fatto benissimo a rifiutare :-).

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