Siamo ad Aprile, tempo di rondini, di fiori, di primavera… ed è tempo di chiudere i bilanci!

Se hai un commercialista, o se ne hai avuto uno, sai che durante questo periodo è poco presente, e molto incasinato…

Probabilmente ti sta stressando per avere le ultime carte, fatture, inventario, i documenti per la dichiarazione…

 

Ma perché fare il bilancio è così importante?

 

Davvero potresti farne a meno?

Certamente NO, ma non per le ragioni che tutti credono.

In Italia ogni imprenditore deve predisporre il bilancio perché è il presupposto per preparare la dichiarazione dei redditi e quindi sapere quante tasse (=imposte sul reddito) dovrai pagare. Quindi, sostanzialmente, è un obbligo di legge.

Tuttavia….

Il tuo bilancio è innanzitutto uno strumento fondamentale (ma non l’unico) per capire esattamente come è andata la tua impresa in un determinato periodo di tempo.

 

Ne è il resoconto preciso e puntuale.

Perché si può discutere su tante cose…

Sulle migliori strategie da applicare, le pubbliche relazioni, il marketing, l’organizzazione aziendale…

 

Ma se poi tutto questo – tutte cose più che valide, non mi fraintendere – non ha un riscontro reale e misurabile con i numeri, sono solo chiacchiere da bar.

 

Quindi il bilancio è la cartina tornasole, la prova del nove, di come sono andate davvero le cose.

E mi stupisce venire a sapere come tanti commercialisti non si preoccupino di spiegare questo documento così importante ai propri clienti imprenditori.

Ma non ti preoccupare, l’attesa è finita!

In questo articolo e in quelli che verranno ti spiegherò cos’è un bilancio e come puoi imparare a “leggerlo” con uno solo sguardo.

 

COS’È IL BILANCIO?

Il Bilancio è composto essenzialmente da alcuni schemi contabili, ossia tabelle contenenti dei numeri ordinati con un certo criterio.

Più specificatamente il bilancio si compone di Stato Patrimoniale, Conto Economico e Rendiconto Finanziario.

Sono tre schemi assolutamente fondamentali che dovrai imparare a leggere e maneggiare con il tempo.

Del Rendiconto Finanziario ho già parlato qui; se ti sei perso l’articolo, vallo a riprendere perché è molto chiaro ed interessante.

Per il momento quindi ci concentreremo su Stato Patrimoniale e Conto Economico.

 

 

Facciamo un esempio: sei in un cinema, le luci si stanno abbassando, e tra poco proietteranno il film della tua azienda.

Come è nata, come si è sviluppata nel tempo, le sfide che ha dovuto affrontare e i successi faticosamente guadagnati.

Lo Stato Patrimoniale è il fotogramma del film in un determinato momento; al minuto e secondo x, se fai stop, vedi quell’immagine.

Il Conto Economico, invece, racconta quello che è successo tra due fotogrammi presi in momenti diversi, come si è evoluta la storia tra il momento A e il momento B.

Bello, eh…

Cominciamo a guardare più da vicino lo Stato Patrimoniale 😉

 

Lo Stato Patrimoniale e i suoi segreti

Quello che vedi è un esempio di Stato Patrimoniale.

Il momento di STOP è il 31 dicembre di un dato anno, ma ogni giorno dell’anno ha il suo Stato Patrimoniale!

 

 

 

Lo Stato Patrimoniale è suddiviso a “sezioni contrapposte”, una a sinistra per le attività, l’altra a destra per le passività.

 

Cos’è un’attività?

Un’attività è sostanzialmente un investimento, ossia come hai deciso di impiegare e spendere i soldi ad un certo momento. Ma analizziamole più da vicino:

► Immobilizzazioni (Euro 180.760): si distinguono in immateriali, materiali e finanziarie, e rappresentano gli investimenti destinati a rimanere a lungo in azienda. Qualche esempio? I macchinari, le attrezzature, gli impianti, gli automezzi, eventuali brevetti, etc..

► Scorte (Euro 25.823): sono le materie prime, i semilavorati e i prodotti finiti che hai acquistato e che devi utilizzare nell’attività. Sono quindi “investimenti” che impiegano alcuni mesi per potersi trasformare in denaro. Un esempio? Se hai un negozio di calzature, le scorte sono tutte le scarpe che in negozio da vendere, compresi gli accessori.

► Crediti (Euro 191.089) sono principalmente i crediti commerciali, ossia quelli da riscuotere dai clienti, e di altra natura

► Liquidità (Euro 15.494) sono i soldi liquidi che puoi utilizzare immediatamente: Generalmente il saldo dei conti correnti bancari (con saldo positivo) e le banconote in cassa.

Questi elementi vengono ordinati nello Stato Patrimoniale, nella colonna di sinistra, secondo uno ordine preciso, per categoria e per “velocità di conversione”, ossia tempo che gli investimenti rimarranno ragionevolmente in azienda.

 

E cos’è una passività?

Nella parte a destra, invece, vengono riepilogate le passività, ossia cosa ha finanziato l’acquisto delle attività.

Non è un caso che l’importo delle attività e delle passività corrisponda al centesimo! 😉 Se infatti hai effettuato 413.166 di investimenti, ti servono esattamente 413.166 di finanziamenti!

Analizzando più da vicino le fonti di finanziamento, potrai vedere che ci sono due grandi raggruppamenti:

 

► Il capitale proprio (o patrimonio netto) – pari ad Euro 206.583 – che corrisponde ai soldi hai investito nell’azienda a vario titolo, sia come capitale iniziale sia come versamenti successivi, che come utili maturati e non riscossi.

Questa è una voce che piace molto ai finanziatori perché dimostra, conti alla mano, come prima di tutti tu stesso hai finanziato l’azienda, prima di chiedere prestiti ad altri!

Inoltre è una forma di finanziamento a lungo termine e costo zero, dato che l’azienda non paga interessi per il suo utilizzo.

Debiti a medio/lungo termine – pari ad Euro 77.469 – che consistono in debiti da restituire ad una scadenza molto protratta nel tempo, superiore a 12 mesi. Infatti nell’esempio ho compreso un mutuo e il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) che la tua impresa ha nei confronti dei dipendenti, che generalmente sono debiti che hanno una lunga scadenza.

Debiti a breve temine – pari ad Euro 129.114 – consistono ad esempio in Debiti bancari, (tipicamente scoperto sul conto corrente), Debiti commerciali e quindi nei confronti dei fornitori e Debiti v/istituti previdenziali (i contributi INPS da pagare per i dipendenti).

 

L’utilizzo di forme del finanziamento di terzi generalmente è oneroso, nel senso che sono dovuti interessi e spese, che ritroverai poi nel conto economico.

La banca non ti dà soldi gratis, giusto?

Mentre invece, al contrario, l’utilizzo di forme di finanziamento proprie è apparentemente gratuito.

Nota come anche le passività sono elencate in ordine di scadenza, cioè da quelle che rimarranno più a lungo in azienda verso quelle che invece dovranno essere ripagate più velocemente, entro i dodici mesi.

 

Come vedi, guardando lo Stato Patrimoniale hai immediatamente sotto occhio la situazione della tua azienda.

TUTTAVIA…

Dico spesso che i numeri – se non li sai leggere con attenzione – mentono (e ti sarà più chiaro tra qualche articolo…).

Il Bilancio è come una serie di vasi comunicanti…

Hai presente quando ti suggeriscono di presentare i bilanci con poco utile, o meglio in perdita, per non pagare tasse?

O quando qualcuno ti propone la soluzione delle tre carte: rimediare alle scarse vendite “ritoccando” un po’ il magazzino?

 

Ecco, chi ti suggerisce questi “maneggi” non sa fare il suo mestiere.

 

Stai alla larga! Ti stanno consigliando male!

Perché questi trucchetti sono più che evidenti a chi il bilancio lo sa leggere.

Pensa solo alla banca che ti chiede ogni anno il bilancio per aggiornare gli archivi (e guarda caso non ti aumenta il fido, o non ti concede il finanziamento), o a un tuo fornitore…

O ancora all’Agenzia delle Entrate, che intercetta i tuoi dati di bilancio attraverso la dichiarazione dei redditi (ebbene si, spesso ricevi un controllo proprio perché il “maneggio” ha superato la soglia della decenza….).

 

Ci fai una pessima figura (e non per colpa tua!).

 

Ma non disperare..

Ci sono ben altri modi per sistemare le cose… e ne parleremo presto!

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A presto!

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