Da un paio di settimane a questa parte ne sto sentendo davvero di tutti i colori.

Negli ultimi tempi, infatti, si rivolgono a me sempre più spesso imprenditori che si rendono conto improvvisamente di avere un gran problema, ma che non sanno davvero da dove cominciare per risolverlo.

 

In questo articolo ti racconterò quindi tre fandonie, pregiudizi, luoghi comuni sul Bilancio che se non smascherati possono davvero mettere nei guai un’impresa.

 

Non sono scelti a caso.

Sono tre guai che davvero mi sono arrivati sulla scrivania. È tutto vero.

Ti racconterò brevemente cosa è successo, come ho risolto la situazione e qualche suggerimento che puoi mettere subito in pratica per evitare questi problemi.  

Per preservare la privacy di chi si è rivolto a me, cambierò il nome del protagonista delle storie; ho scelto il nome Antonio.

 

Antonio (nome di fantasia) è un imprenditore ormai affermato, ma che non si fida appieno del suo commercialista perché spesso si nega al telefono, parla difficile, e si fa sentire solo quando deve incassare la sua parcella.

Antonio non ne capisce molto di bilancio e in genere di “conti”, quindi si arrangia come può; si informa su Internet, frequenta quando può qualche corso di gestione aziendale, si confronta spesso con altri imprenditori.

 

Antonio mi ha chiamato e mi ha fatto queste domande.

 

IN UN CORSO MI HANNO SPIEGATO CHE PIÙ INVESTO IN MACCHINARI, MENO PAGO TASSE. L’HO FATTO, MA LE TASSE NON SONO DIMINUITE DI MOLTO, MENTRE HO IL CONTO CORRENTE SEMPRE IN ROSSO. COME MAI?

 

Antonio mi ha contattato proprio per risolvere questo suo dubbio.

Ed è incredibile, che il suo commercialista non ne sia venuto a capo, mentre invece la questione è molto semplice.

Ma andiamo con ordine.

Antonio ha frequentato uno di quei corsi di gestione aziendale dove ti trovi assieme a centinaia di altri imprenditori in un’aula di qualche albergo a quattro stelle, ti danno un sacco di informazioni che vagamente comprendi, e tu te ne torni a casa con la testa ancora più confusa e nessuna soluzione pratica.

Durante uno di questi corsi era stato “svelato” (neanche fosse il segreto inconfessato di Fatima) che investire in macchinari e attrezzature sia utile anche e soprattutto per diminuire il carico fiscale, perché sono costi deducibili.

NI… non è proprio così.

Mi spiego meglio.

Se acquisti macchinari e attrezzature, questi non sono costi correnti, ma beni pluriennali; infatti, rimangono nella tua azienda per più anni. Giusto?

Quindi, in base allo stesso principio, il loro costo non viene dedotto subito, ma viene ripartito lungo un periodo di tempo più lungo.

Faccio un esempio.

Decidi di acquistare un macchinario per Euro 10.000 che utilizzerai presumibilmente per cinque anni.

Dal punto di vista contabile e fiscale NON dedurrai Euro 10.000 interamente in un anno, ma lo farai in cinque anni per una quota pari ad un quinto all’anno.

Questa quota si chiama Ammortamento.

 

Quindi, se acquisti il macchinario nel 2018:

Ammortamento (costo deducibile) 2018= Euro 10.000/5 anni = Euro 2.000

Ammortamento (costo deducibile) 2019= Euro 10.000/5 anni = Euro 2.000

Ammortamento (costo deducibile) 2020= Euro 10.000/5 anni = Euro 2.000

Ammortamento (costo deducibile) 2021= Euro 10.000/5 anni = Euro 2.000

Ammortamento (costo deducibile) 2022= Euro 10.000/5 anni = Euro 2.000

Per complessivi Euro 10.000, vero.

 

Ma non tutti nel primo anno! Dovrai aspettare ben cinque anni per “recuperare” (=dedurre) tutto il costo.

 

E sai cosa ha fatto Antonio che voleva risparmiare sulle tasse?

Ha deciso di cambiare tutte le attrezzature e i macchinari, approfittando di tante offerte e (apparenti) bonus fiscali, non sapendo che in realtà il costo lo avrebbe recuperato completamente solo dopo tanti anni.

E a furia di spendere, ora ha il conto aziendale prosciugato.

 

Suggerimento: ogni anno fai assieme al tuo consulente una valutazione di tutti gli investimenti che hai in azienda, liberati solo di quello che davvero non serve più – un po’ di liquidità non fa mai male – e pianifica attentamente i nuovi investimenti.

Fanno risparmiare sulle imposte (vero!) ma sono costi che vanno anche pagati!

 

ANNO DOPO ANNO MI TROVO IL NEGOZIO PIENO DI MERCE, CHE NON RIESCO A SMALTIRE E ORA NON SO CHE FARNE… CHE FACCIO?

Uno degli aspetti più delicati per un imprenditore, soprattutto per alcune categorie in particolare, è la gestione delle scorte.

È molto complesso gestire il magazzino, soprattutto se i fornitori ti fanno “pressione” per farti acquistare quantitativi e quantitativi di merce che ti offrono anche a prezzi scontati.

E questo è un problema più comune di quanto pensi, soprattutto perché tanti rappresentanti ti fanno credere di proporti solo quello che riuscirai a vendere bene e in breve tempo (penso soprattutto al mondo del Beauty, quindi estetiste e parrucchieri in primis).

Ma in realtà NON è così!!!

I rappresentanti fanno l’interesse della ditta che rappresentano, NON il tuo.

Proprio per questo motivo ti trovi con il magazzino pieno di roba, ed è ormai tardi quando scopri che tutto ciò che “si doveva vendere da solo” in realtà non si vende per niente!

In questo caso, per tamponare un problema che era già abbastanza grave, ho consigliato ad Antonio tre cose.

 

1 ) Smettere subito di comprare in modo incontrollato e ignorare insistenze e minacce da parte dei fornitori e dei loro rappresentanti (minacce che spesso non hanno alcun fondamento).

2) Trattare con i fornitori il ritiro dell’invenduto, possibilmente al prezzo di costo sostenuto o comunque ad un prezzo non stracciato.

3) Organizzare una vendita straordinaria, coinvolgendo anche i clienti più affezionati, in modo da vendere a prezzo scontato e più velocemente possibile le rimanenze di magazzino.

 

In alternativa, Antonio può verificare la possibilità di cedere lo stock di magazzino a catene outlet, o ad enti e organismi potenzialmente interessati ad acquistare tutto e subito.

 

Per il futuro, ho consigliato ad Antonio di scegliere accuratamente i suoi fornitori, e dal diffidare da quelli che impongono alti ordini di acquisto!

 

In questo modo Antonio non fa il suo interesse, ma diventa un venditore del suo fornitore, assumendosi rischi non suoi!

 

“HO RICEVUTO UN ACCERTAMENTO DA PARTE DELL` AGENZIA DELLE ENTRATE PER DUECENTOMILA EURO, E VOGLIONO AVERE TUTTI I MIEI ESTRATTI CONTO, ANCHE SE SONO IN CONTABILITÀ SEMPLIFICATA. CHE FACCIO?

Qualche anno fa è venuto da me in studio Antonio con questa vera e propria “bomba atomica”. Perché l’Agenzia lo aveva “pizzicato”?

Perché Antonio, su consiglio del consulente che lo seguiva all’epoca, aveva dichiarato perdite per tre anni consecutivi.

Tuttavia…

► La moglie non lavorava perché era a casa per seguire da vicino i tre figli (minorenni e tutti fiscalmente a carico)

► In garage c’erano ben tre auto di grossa cilindrata.

► Dai dati di bilancio emergeva chiaramente più di qualche incongruenza (per chi il bilancio lo sa leggere…): come era possibile che anno dopo anno il fatturato fosse sistematicamente più basso rispetto al costo sostenuto per le merci acquistate

L’Agenzia – ovviamente – ha chiesto chiarimenti.

E ha richiesto non solo gli estratti conto bancari dell’intero anno, sia aziendali che privati, ma anche le causali di ogni singolo movimento sul conto (beneficiario di un bonifico e relativa fattura incassata o pagata).

Inutile dirti che è stato un lavoro ENORME, soprattutto perché Antonio – pur di risparmiare qualcosa – aveva deciso di adottare la contabilità semplificata, che non tiene però conto degli incassi e dei pagamenti.

Evidentemente in questo caso l’Agenzia delle Entrate, date le palesi incongruenze tra reddito dichiarato, Bilancio e stile di vita, ha ritenuto la contabilità non attendibile.

E questo è molto pericoloso, perché sostanzialmente l’Agenzia decide sostanzialmente in autonomia quale debba essere il tuo reddito, secondo la logica del “tu contribuente mi hai preso in giro, non mi posso fidare dei dati che mi hai comunicato, e quindi faccio io i conti” ….

Ho aiutato Antonio preparando la pratica con l’Agenzia delle Entrate fino a quando non è stato necessario affidarsi ad un avvocato commercialista esperto in contenzioso tributario.

 

Se Antonio si fosse rivolto a me prima del disastro, gli avrei suggerito di NON fare maneggi strani con il bilancio, che tanto poi viene fuori! E son dolori!

 

Questi sono tre esempi di problematiche che affronto ogni giorno.

Domande che mi fanno i miei clienti, problemi che risolvo.

Se vuoi sapere quali sono gli errori che, inconsapevolmente, fai anche tu, lascia che ti aiuti. contattami per una consulenza personalizzata qui.

 

Per contattarmi, clicca qui

 

A presto!

Assunta

 

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