C’è solo un modo per capire se la tua impresa sta andando davvero bene (o sta andando male e tu neanche te ne stai accorgendo…) e mettere un pò di ordine nella confusione che hai nella testa..

► Stai vendendo abbastanza?

► Quanti e quali costi é meglio sostenere per pagare meno tasse?

►Ti sei indebitato troppo e forse tra un anno non riuscirai più a pagare i tuoi debiti?

Rispondere a queste domande è possibile solo leggendo e interpretando correttamente i numeri della tua impresa.

Il primo passo da fare è quindi cominciare a prendere dimestichezza con uno strumento hai sicuramente già a tua disposizione e a costo zero: il conto economico.

 

Il conto economico

Il conto economico è uno schema contabile, obbligatorio per legge, che evidenzia i ricavi e i costi che hai sostenuto per la tua attività in un determinato periodo di tempo, secondo la struttura RICAVI – COSTI = UTILE. Eccone un semplice esempio.

 

 

Si concondo, sembra un ammasso di numeri senza un senso..

Ma c’é di piú.. lo schema che ti ho proposto é relativamente “semplice”, in realtà quello maggiormente utilizzato è quello c.d. civilistico, ossia quello previsto dagli art. 2425 e seguenti del codice civile, che però è ancora piú complesso e di difficile lettura per i non addetti ai lavori.

Cosa fare allora?

In questo articolo ti propongo una versione semplificata, penso piú utile, che uso spesso con i miei clienti per ragionare assieme su come sta andando la loro impresa e come e dove migliorare.

Si tratta semplicemente di prendere le righe del primo schema che ti ho presentato e di riclassificarle (ossia raggrupparle) secondo una logica leggermente diversa, secondo cioé le seguenti aree.

 

► Area tipica, dove vanno compresi i ricavi e i costi legati al processo tipico di produzione e vendita del tuo prodotto/servizio.

Se ad esempio sei un parrucchiere, qui vanno indicati i ricavi per i servizi da salone, l’acquisto dei prodotti, il costo del personale se ti avvali di collaboratori, etc.

 

► Area accessoria. Può essere presente o meno, e qui vanno compresi i ricavi e i costi legati ad attività non direttamente legate al tuo business.

Ad esempio, qui vanno i costi e i ricavi di eventuali unità immobiliari che hai deciso di dare in affitto perché in esubero rispetto alle tue necessità aziendali.

 

► Area finanziaria. In quest’area vanno principalmente i costi legati alla copertura del fabbisogno finanziario (tipicamente gli interessi bancari).

 

► Area straordinaria. Comprende costi e ricavi generati da eventi eccezionali e non prevedibili.

 

► Area fiscale, che riguarda le imposte sul reddito.

 

Sotto vedi lo stesso conto economico, riclassificato secondo lo schema che ti ho appena proposto.

Accanto ad ogni area ho inoltre indicato le percentuali rispetto al risultato conseguito dall’area tipica (che dovrebbe essere la fonte principale di utile).

 

 

Perchè è particolarmente utile questa riclassificazione?

Perchè ti consente di capire esattamente il “peso” delle diverse aree, valutarle ed eventualmente mettere in atto dei rimedi prima che sia troppo tardi.

In questo caso, ad esempio, l’area finanziaria é decisamente troppo onerosa, e bisogna porre particolare attenzione in quanto è un indice che evidenzia chiaramente che l’impresa sostiene un costo del debito eccessivamente alto in relazione alla capacità di generare reddito.

Alcuni possibili rimedi potrebbero essere la rinegoziazione del costo del debito o la la sua riduzione.

Inoltre, se l’area straordinaria evidenzia un importo troppo alto, ciò potrebbe significare che l’utile d’esercizio non è da solo sufficientemente “stabile”, in quanto è stato generato da eventi eccezionali e non prevedibili.

Sono naturalmente possibili ulteriori livelli di analisi.

In questo caso, il valore del magazzino é troppo alto in relazione ai ricavi realizzati, tant’evvero che é stato facile ridurne il valore a fine anno attuando dei semplici accorgimenti, come l’eliminazione dal catalogo prodotti di referenze non piú vendute e la focalizzazione dell’attivitá dell’impresa su pochi prodotti a piú alta marginalitá.

Forse ti starai chiedendo se è possibile stabilire dei criteri per determinare se un area è preponderante rispetto ad un altra o meno.

Probabilmente qualcuno ti dirà di si, ma sappi che si tratta di una semplificazione.

La risposta più onesta possibile è: DIPENDE.

 

Dipende dall’attività che svolgi,

dipende dalla fase di vita della tua impresa,

dipende dalla strategia aziendale che hai adottato per i prossimi tre-cinque anni.

 

 

Ad esempio, la considerazione sull’area finanziaria che ti ho illustrato sopra potrebbe essere assolutamente coerente se l’attività svolta fosse quella edile.

Spesso infatti le imprese di costruzioni si fanno finanziare i costi per la realizzazione dell’immobile dagli istituti di credito fino a che non lo vendono.

E non potrebbe essere altrimenti, dato che poche imprese edili hanno la possibilità di finanziare autonomamente i cantieri senza il supporto di una banca.

Come vedi, imparare a leggere ed interpretare i numeri della tua impresa permette di identificare quelle inefficienze che, se rimediate, possono fare davvero la differenza.

Ti suggerisco allora di prendere in mano il tuo conto economico e cominciare a ragionarci su.

E se posso aiutarti, contattami qui.

 

A presto!

Assunta

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