L’altro giorno ho fatto uno sgambetto ad Antonio.

Eravamo in videoconferenza Skype e concentrati ad analizzare approfonditamente il suo bilancio – e dato che avevo avuto un’intuizione – ad un certo punto gli ho chiesto, a bruciapelo.

“Antonio, secondo te come puoi aumentare i tuoi profitti?”

E lui, senza pensarci un secondo:

“Che domande… Devo fatturare di più!”

Giusto. Risposta esatta.

Tuttavia..

Non è l’unica risposta possibile: pochi sanno che l’aumento del fatturato non è l’unica strategia possibile per aumentare i profitti.

Anzi, a dirla tutta, aumentare il fatturato in modo sano (e quindi senza fare offerte scandalose e produrre sottocosto, solo per fare un esempio…) è impegnativo e porta ad ottimi risultati, ma spesso serve tempo.

Significa fare dei test, errori, cambiare piano piano il sistema di offerta, aumentare il valore percepito dei tuoi prodotto e/o servizi, acquisire nuovi clienti, investire in marketing.

Quindi avere come obiettivo l’aumento di fatturato va sicuramente bene, ma spesso non è la strategia a breve termine più azzeccata.

In questo articolo ti parlerò di una strategia inusuale, di cui si parla poco, ma che in realtà può dare grandi soddisfazioni, e cioè di come puoi aumentare velocemente i tuoi profitti aziendali riducendo gli sprechi.

Pronto? Cominciamo!

 

Innanzitutto, cos’è lo spreco?

 

Lo spreco è tutto ciò che si aggiunge ai costi di un’impresa ma che non è apprezzato dai clienti (e quindi non è necessario).

 

Quindi, nel gestire la tua impresa, dovresti sempre cercare di minimizzare quei costi che non aggiungono valore ai prodotti che vendi o al servizio che offri.

Sostenerli danneggia solo i tuoi affari (e il tuo portafoglio).

 

 

Da dove cominciare?

 

Il metodo LEAN può darti tanti spunti preziosi.

 

Ma prima, voglio raccontarti una storia.

Toyota Motor Corporation era, negli anni ’50, un produttore di auto abbastanza inefficiente. Come molte altre imprese giapponesi, infatti, stava lottando per superare le difficoltà causate da un’economia devastata dalla guerra.

Alla ricerca di nuove idee, Toyota mandò il giovane ingegnere Eiji Toyoda negli Stati Uniti in visita allo stabilimento Rouge della Ford, a Detroit.

Toyoda trascorse ben tre mesi a studiare la tecnica di produzione in serie introdotta da Ford negli impianti Rouge.

Al ritorno, riferì di esser stato colpito dal volume di produzione raggiunto da Ford; l’impianto Rouge era così grande che disponeva addirittura di una stazione, un ospedale e diverse postazioni antincendio.

Tuttavia…

Egli riteneva che la fabbrica – così impostata – fosse piena zeppa di muda, il termine giapponese per indicare lo spreco di fatica, materiali e tempo.

Toyoda e i suoi colleghi iniziarono allora a sviluppare un nuovo sistema di produzione che aveva come obiettivo raggiungere si il volume di produzione di Ford, ma in modo molto meno dispendioso.

E quindi identificarono sette tipologie di sprechi.

 

Sette tipi di sprechi

 

1. SOVRAPPRODUZIONE

I produttori tradizionali tendono a fabbricare prima il prodotto, e poi cercano di venderlo, ipotizzando l’entità futura della domanda per i propri prodotti.

Il problema principale di questo sistema è che si basa su una previsione accurata della domanda; se però le previsioni non coincidono con la realtà, puoi trovarti il magazzino pieno di merce prodotta ma invenduta!

 

2. SPRECO DI MAGAZZINO

Oltre alle scorte di prodotti finiti invenduti, molte aziende che producono in serie tengono scorte di materie prime e semilavorati nel tentativo di minimizzare il rischio di blocco della produzione.

La giacenza di materia prima, infatti, serve nel caso in cui un fornitore non effettui la consegna, o per tutelarsi contro la possibilità che alcuni materiali siano difettosi e quindi inutilizzabili. Tuttavia giacenze eccessive di materie prime e semilavorati sono uno spreco, perché comportano costi in termini di spazio e personale, oltre che una gestione inefficiente della liquidità aziendale.

 

3. SPOSTAMENTO

In alcune fabbriche le stazioni di lavoro sono mal progettate, tanto che i collaboratori passano il tempo a fare cose che non aggiungono valore al prodotto, come per esempio cercare utensili o spostarsi a piedi da una parte all’altra.

Questo tipo di spreco aumenta il tempo necessario per produrre un’unità di prodotto, e quindi i costi di lavoro.

 

4. ATTESE

Possono verificarsi ritardi quando i macchinari di una catena di montaggio non sono coordinati a sufficienza, con conseguenti “colli di bottiglia” (e aumento ingiustificato di costi).

 

5. TRASPORTO

Il tempo destinato alla movimentazione dei semilavorati da uno stabilimento all’altro comporta un aumento dei costi, che di rado aggiunge valore al prodotto.

 

6. ELABORAZIONI INUTILI

I consumatori sono disposti a pagare solo le caratteristiche del prodotto che apprezzano. Realizzare prodotti complessi e sovraprogettati è uno spreco, perché crea costi supplementari senza entrate aggiuntive.

 

7. PRODUZIONE DI ARTICOLI DIFETTOSI

I prodotti non conformi agli standard qualitativi sono uno spreco di tempo e di risorse e, oltre ad dover esser rilavorati, impongono ulteriori procedimenti di controllo.

 

Le sette tipologie di spreco identificate dagli ingegneri della Toyota si riferiscono chiaramente al mercato dell’automobile, ma se ci rifletti sono formidabili spunti di miglioramento a prescindere dal settore nel quale la tua azienda opera, sia che tu sia un artigiano o un libero professionista.

 

Tuttavia..

 

Come detto, sono spunti di riflessione.

E devi sempre valutare attentamente – sia dal punto di vista organizzativo che numeri alla mano – le conseguenze delle migliorie che apporti in azienda.

Le imprese che utilizzano questo approccio non producono per il magazzino, ma per i clienti; quindi, in assenza di ordini, la produzione si ferma. Le scorte sono ridotte al minimo e i componenti necessari alla produzione sono consegnati giornalmente, in base all’effettivo bisogno.

Tuttavia, l’assenza di una scorta di materie prime potrebbe far fermare l’intera produzione laddove la consegna delle materie prime fosse tardiva o difettosa.

Quindi è essenziale poter contare su fornitori affidabili che producono a zero difetti.

Produrre in base alla richiesta della domanda inoltre potrebbe aumentare i tempi di produzione, generando insoddisfazione nei clienti, con un conseguente calo delle vendite.

Il metodo della lean production è molto interessante, può dare veramente degli ottimi spunti di miglioramento, ma bisogna saperle applicare consapevolmente.

 

Se quindi non vuoi sbagliare, e vuoi recuperare redditività riducendo i tuoi sprechi aziendali

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A presto!

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